Per la Commissione UE la mediaconciliazione italiana potrebbe essere troppo onerosa e limitare i diritti dei cittadini alla giustizia

  venerdì 13 luglio 2012 - 11:02:25 | Eurolegal.it

La Commissione Europea nella memoria del 2 aprile 2012, presentata alla Corte di Giustizia nel procedimento C-492/11 avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale ex art.267 TFUE sulla compatibilità del D.Lgs.28/2010 con la direttiva comunitaria 2008/52/CE, ha ritenuto che il sistema di mediazione delineato dalla legislazione italiana sia da censurare nella parte in cui «prevede che il mediatore possa e, a volte, debba, senza che le parti possano opporvisi, formulare una proposta di conciliazione che le parti sono indotte ad accettare per evitare di incorrere in determinate sanzioni economiche». Tale sistema infatti non permette alle parti di esercitare il diritto di decidere liberamente quando chiudere il procedimento di conciliazione e pertanto non appare in linea con la ricerca consensuale dell'accordo di mediazione. Aver previsto nel D.Lgs.28/2010 delle sanzioni economiche in grado di incidere sulla libertà delle parti di mettere fine in qualsiasi momento al procedimento di conciliazione (come l'esclusione di ripetere le spese processuali sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta del mediatore, la condanna della parte vincitrice al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente e la condanna al pagamento di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio) ha come effetto quello di limitare in maniera sproporzionata l'esercizio del diritto di accesso al giudice.
Nella detta memoria la Commissione ha inoltre manifestato perplessità anche per quanto concerne i costi della procedura: le spese potrebbero infatti essere addirittura maggiori rispetto a quelle per il giudizio in tribunale. «Spetta però al giudice nazionale stabilire, caso per caso, se i costi della mediazione siano da considerare sproporzionati rispetto all'obiettivo di una composizione più economica delle controversie».

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L'ANM pronta alla sfida dell'efficienza

  giovedì 12 luglio 2012 - 18:00:34 | Eurolegal.it

I magistrati «hanno accettato la sfida» per una maggiore efficienza. E' la dichiarazione di Rodolfo Sabelli, Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, riguardo al provvedimento del Ministro della Giustizia che ha ridisegnato la mappa della geografia giudiziaria del Paese. «L'obiettivo di questa riforma delle circoscrizioni giudiziarie è aumentare l'efficienza del sistema-Giustizia, oltre che quello di ottenere un risparmio di spesa. E in un sistema più efficiente ogni magistrato sarà richiamato alle sue responsabilità. Perché quando le cose funzionano, diventano più evidenti le professionalità più valide e quelle più scarse. In questo senso è una sfida che la magistratura è pronta a raccogliere; e i capi degli uffici giudiziari avranno la responsabilità di gestire questa trasformazione».
Rimandiamo a questo link per la lettura dell'interessante documento predisposto dalla Commissione ANM "Organizzazione del lavoro, Carichi esigibili e Ufficio del processo" relativo alla razionalizzazione degli Uffici e delle procedure, nonchè alla revisione della spesa del comparto.

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Commenti positivi per il decreto legge sulla spending review

  martedì 10 luglio 2012 - 20:09:05 | Eurolegal.it

L’Europa approva le misure varate dal Governo Monti per il taglio della spesa pubblica. Simon O’Connor, portavoce del commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn ha detto che il provvedimento è stato “molto apprezzato poiché è in linea con le raccomandazioni dell’Ecofin”.
Giudizio positivo sul DL 52/2012 arriva anche da parte della Corte dei Conti; il Presidente Luigi Giampaolino ha riferito che con la spending review “ha inizio un procedimento virtuoso che la Corte dei Conti aveva sempre auspicato, infatti, si tratta di uno dei primi provvedimenti in cui si va verso la revisione qualitativa della spesa”.
Il capo economista e vicesegretario generale dell’OCSE, Piercarlo Padoan ha affermato che con il decreto sulla spending review l’Italia sta andando nella direzione giusta: “Stiamo ancora esaminando nel dettaglio i provvedimenti presi, ma posso anticipare che l’Italia sta andando nella direzione giusta perchè si sta facendo una valutazione qualitativa di dove si può tagliare; ci sono molti luoghi dove questo è possibile. Nel funzionamento della pubblica amministrazione si possono fare tagli che permettano di aumentare la qualità dei servizi, premiare l’efficienza dei molti bravissimi impiegati pubblici ma anche ridurre la spesa dello Stato”.

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Il bilancio di previsione per l'esercizio 2012 dell'Ordine degli Avvocati di Bari

  martedì 10 luglio 2012 - 19:35:43 | Eurolegal.it

L'Ordine degli Avvocati di Bari ha diffuso sul proprio sito il bilancio di previsione per l'anno 2012, approvato a dicembre 2011.
Nella relazione del Revisore Contabile si legge:

Sul fronte delle uscite corre obbligo osservare una diminuzione degli oneri per il personale, stimato in € 5000,00, determinata dalla riduzione della spesa per corsi di formazione per il personale e la rimodulazione degli oneri previdenziali e assistenziali; viene mantenuta l'appostazione di € 1000,00 per visite mediche fiscali obbligatorie in base alla normativa vigente.
Per la generalità delle altre uscite si è prevista la consistente rimodulazione delle stesse, già effettuata in gran parte nel decorso esercizio, per venire incontro alle nuove esigenze in materia di informatizzazione (spese per la gestione del sito web, spese per l'e-learning per la formazione), con conseguente mantenimento della consistente riduzione delle altre voci di spesa per l'acquisto di beni di consumo e servizi, in modo da consentire di mantenere inalterate, e in alcuni casi incrementare, le voci di spesa per prestazioni istituzionali; detta rimodulazione consente, comunque, di conseguire ii pareggio di bilancio.

Nel conto di previsione sono riportate le seguenti spese:
Cat.2 - Oneri per il personale in attività di servizio: € 526613,14
(così composto: stipendi ed altri assegni fissi al personale € 330000,00, compensi per lavoro straordinario € 18000,00, compensi per progetti generali dei dipendenti € 40091,75, quota annuale indennità anzianità dipendenti € 31521,39, oneri previdenziali ed assistenziali a carico dell'ente € 100000,00, assicurazione INAIL € 3000,00, corsi formazione per personale dipendente € 3000,00, spese mediche per visite fiscali dipendenti € 1000,00).
Cat.3 - Uscite per l'acquisto di beni di consumo e servizi: € 309240,00
(così composto: acquisto libri, riviste, altre pubblicazioni e banche dati € 10000,00, spese per acquisto materiale di consumo, stampati, cancelleria e varie € 6000,00, spese di rappresentanza € 25000,00, spese per attività di collaborazione e consulenza di professionisti € 23000,00, manutenzione, riparazione e adattamento uffici e relativi impianti € 13000,00, spese postali e spedizioni varie € 39500,00, spese telefoniche e collegamenti telematici € 12000,00, spese tipografiche, stampati e pubblicità diverse € 18000,00, spese gestione sito web € 14000,00, spese gestione e-learning e formazione € 10000,00, manutenzione e riparazione macchine d'ufficio € 15000,00, spese custodia archivi € 23000,00, spese per pubblicita (L.67/87) € 6500,00, canoni noleggio fotocopiatori € 3240,00, spese gestione e assistenza servizi informatici € 21000,00, spese varie beni e servizi € 3000,00, spese funzionamento organismo di mediazione e conciliazione € 13000,00, compensi a mediatori organismo di mediazione € 50000,00, servizio elezioni Consiglio dell'Ordine € 4000,00).
Cat.4 - Uscite per prestazioni istituzionali: € 279501,00
(così composto: spese per convegni, riunioni e assemblee degli iscritti € 30000,00, spese congresso CNF € 50000,00, spese per pubblicazione Albo iscritti € 1,00, quote associative e di iscrizione ad Enti ed Associazioni € 2000,00, contributi ad Enti ed Associazioni per eventi formativi degli iscritti e altre iniziative sociali € 110000,00, contributo Fondazione Scuola Forense Barese € 55000,00, spese per gestione difensori d'ufficio € 10500,00, spese per attività Comitato Pari Opportunità € 2000,00, spese per corsi organizzati dall'Ordine € 20000,00).
Cat.8 - Trasferimenti passivi: € 226310,00
(così composto: contributo annuale Consiglio Nazionale Forense € 205310,00, contributo annuale Organismo Unitario Avvocatura € 21000,00).
Cat.12 - Acquisizioni di immobilizzazioni tecniche: € 42000,00
(così composto: acquisto di impianti € 10000,00, spese acquisto software e licenze € 12000,00, acquisto mobili ed arredi € 10000,00, acquisto macchine ufficio elettroniche € 10000,00).
Sono inoltre stati anticipati per il Congresso nazionale 2012 € 200000,00 (come già avevamo riferito in questo post).
Per un confronto con il precedente bilancio di previsione e la scorsa relazione del Revisore contabile rinviamo a questo post.

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Approvato dal CdM il decreto di riorganizzazione degli uffici giudiziari

  venerdì 06 luglio 2012 - 16:55:22 | Eurolegal.it

Il Ministro della Giustizia Paola Severino ha comunicato, nella conferenza stampa di oggi, che il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all'unanimità alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie (che comporta quindi il taglio di una serie di uffici giudiziari). Chiudono 37 tribunali e 38 procure. Inoltre, il decreto approvato dal Cdm sopprime tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale. I risparmi, previsti con questi tagli, sono pari a circa 2.889.597 euro per il 2012, 17.337.581 per il 2013 e 31.358.999 per il 2014.
Una riforma "epocale", ritiene Paola Severino, parlando delle novità sul riordino degli uffici giudiziari illustrate a Palazzo Chigi. "Cambia la geografia giudiziaria del Paese, ferma all'epoca dell'unità d'Italia, epoca in cui si girava con le carrozze e non con l'auto e i treni ad alta velocità", ha aggiunto il ministro della Giustizia . "Sono sicura che ci sarà la comprensione dei cittadini anche in questo caso", ha spiegato Severino sottolineando che questa riforma "coniuga efficienza e risparmio". Il Guardasigilli ha parlato di "un risparmio che ha salvato il sistema giustizia, che non può essere intaccato. Un provvedimento di soli risparmi avrebbe negato giustizia ai cittadini. Questo provvedimento vuole dare più giustizia ai cittadini". E non si è "inciso sulle spese della giustizia, del personale, ma sui servizi accessori non fondamentali per il funzionamento della giustizia". "Abbiamo operato con criteri oggettivi", ha insistito Severino evidenziando ancora una volta che "era un provvedimento atteso da decenni, ma tagliare i rami secchi è facile da dire e meno da realizzare, a causa dei localismi e di esigenze diverse da quelle della giustizia''.
Inoltre, Severino ha fatto osservare che il decreto "non è una resa alla criminalità, ma il miglior modo per combatterla e chi dicesse il contrario non sarebbe disinteressato". Tant'è che si è tenuto conto del "parametro legato alla criminalità organizzata" anche nei casi in cui il limite della popolazione era tale in astratto da poter procedere alla soppressione. E' il caso del Tribunale di Marsala, "ritenuto importante perché vi si stanno celebrando processi importanti alla criminalità mafiosa".
Il Guardasigilli si è detta poi "molto stupita" dalle reazioni negative prima di sapere "quali e quanti tribunali e sezioni distaccate sarebbero state chiuse". Spiace, ha precisato, "che una categoria che dovrebbe essere profondamente interessata all'efficienza della giustizia abbia preso una posizione in maniera pregiudiziale, perché ancora non c'era un provvedimento. Sono confidente che si tratti di una fascia limitata di professionisti, conosco gli avvocati e so quanti di loro tendano a contribuire alla giustizia".
In conclusione un avvertimento. Pur restando "aperta a tutti i contributi costruttivi, ma non ai localismi e ai contributi non motivati", Severino ha detto: "Non si pensi che si sia aperto un mercatino dei tribunali. La discussione in Parlamento garantirà la massima trasparenza''.
Il provvedimento attua la delega al governo attribuita dalla legge per la stabilizzazione finanziaria n. 148 del 2011. Prevista ''la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati restanti, la cui pianta organica non subirà alcun ridimensionamento'', precisa il comunicato diffuso dalla presidenza del Consiglio al termine della riunione dell'esecutivo. A questa riorganizzazione ''si aggiunge quella degli uffici dei giudici di pace che ha già portato all'individuazione di 674 sedi che saranno soppresse e rispetto alle quali è atteso il parere delle commissioni competenti. Alcuni criteri - non derogabili - di delega seguiti dal Governo hanno inciso pesantemente sulla possibilità di sopprimere e accorpare uffici di dimensioni inferiori agli standard individuati, come ad esempio -spiega la nota - l'obbligo di permanenza del tribunale ordinario nei circondari capoluogo di provincia''. Il secondo limite ''è stato rappresentato dalla cosiddetta 'regola del tre' (non meno di tre tribunali e procure per ciascun distretto di Corte di Appello), che ha impedito la soppressione di uffici palesemente al di sotto degli standard fissati. Proprio la concomitanza di queste due regole ha ristretto notevolmente l'ambito di intervento sul totale dei 165 tribunali''.
Per quanto riguarda l'edilizia giudiziaria, ''nei soli casi in cui la sede accorpante non sarà in grado di ospitare gli uffici ivi trasferiti, lo schema di decreto legislativo prevede che possano essere utilizzati, per un periodo fino a cinque anni, gli immobili adibiti a servizio dei tribunali e delle sezioni distaccate soppressi''.
Durante il Consiglio dei ministri sono stati anche nominati due sottosegretari alla Giustizia: il Prof. Antonino Gullo ed il prefetto Sabato Malinconico. E' stata infine formalizzata la nomina di Caterina Chinnici a capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile.

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