In G.U. il Codice di comportamento dei dipendenti della PA

  giovedì 06 giugno 2013 - 12:15:26 | Eurolegal.it

E' stato pubblicato sulla G.U. del 4 giugno 2013 n.129 il DPR 16 aprile 2016 n. 62, ovvero il Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici a norma dell'articolo 54 del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165.
Il provvedimento, composto da 17 articoli, entrerà in vigore il 19 giugno e stabilirà i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i pubblici dipendenti dovranno osservare nell'espletamento delle loro funzioni. La violazione dei detti doveri, compresi quelli relativi all’attuazione del piano di prevenzione della corruzione, è fonte di responsabilità disciplinare; è altresì rilevante ai fini della responsabilità civile, amministrativa e contabile ogniqualvolta le stesse responsabilità siano collegate alla violazione di doveri, obblighi, leggi o regolamenti ed è sanzionabile anche con la misura del licenziamento.

Stampa veloce crea pdf di questa news

Eletti (finalmente) i nuovi quattro consiglieri dell'Ordine di Bari

  martedì 04 giugno 2013 - 20:36:42 | Eurolegal.it

Al termine dello scrutinio delle schede relative al ballottaggio delle tormentate elezioni suppletive per il biennio 2012/2013 sono stati eletti (con i seguenti voti):
1.266 TRIGGIANI SERENA
1.180 VULCANO PIERLUIGI
1.155 VALENTE ROBERTA
1.118 TINTO CLEMI
Finalmente il Consiglio torna ad essere completo (composto di 15 elementi).

Stampa veloce crea pdf di questa news

Quando il diritto rincorre la tecnologia...

  lunedì 03 giugno 2013 - 23:56:34 | Eurolegal.it

... càpita anche che i regolamenti tecnici (che dovrebbero servire per dare piena attuazione alle norme giuridiche) vadano in cortocircuito.
Il DM 48/2013, contenente le regole tecniche per le notificazioni a mezzo PEC degli avvocati autorizzati ex lege 53/1994, ha stabilito al 6° comma dell'art.1 che "La ricevuta di avvenuta consegna prevista dall'articolo 3-bis, comma 3, della legge 21 gennaio 1994, n. 53 è quella completa, di cui all'articolo 6, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68". Ciò significa che al momento dell'iscrizione a ruolo di una citazione in formato elettronico, notificata a mezzo PEC ai sensi dell'art.3-bis della L.53/1994, l'avvocato autorizzato ex lege 53/1994 dovrà depositare presso l'Ufficio giudiziario competente la struttura completa della PEC (così come peraltro sancito da TAR Campania di Napoli, Sez. VI, nella sentenza 3 aprile 2013 n. 1756). Ebbene, poichè il deposito della struttura completa della PEC implica che il file contenente tutte le componenti della PEC (ovvero: certificato di firma del gestore di PEC, dati di certificazione e testo del messaggio) debba essere unico ed integro, è evidente e naturale che l'unico formato in grado di garantire l'autenticità e l'integrità della PEC potrà essere solo il formato EML. Si dia il caso che tale formato non sia tra quelli previsti dall’art.13 delle specifiche tecniche del 18/7/2011 richiamate dall’art.34 del DM 44/2011, potrà l'avvocato autorizzato ex lege 53/1994 superare l'insormontabile "aporia" tecnica ricorrendo all'escamotage di comprimere in formato ZIP il file EML non disciplinato dalle specifiche tecniche del 18/7/2011 o dovrà ancora una volta socraticamente convincersi che in cotal materia non vi è verità certa e dunque meglio sarebbe per lui astenersi da ogni e qualsivoglia pratica di detto "antinomico" strumento notificatorio?
Questo, probabilmente, l'interrogativo che avrà colto il 30 maggio scorso anche il regolatore tecnico, il quale (con il suo comunicato di cui avevamo parlato nel precedente post) avrà voluto guadagnar del tempo per rimediare al paradosso normativo da lui stesso creato.

Stampa veloce crea pdf di questa news

Interviene anche il DGSIA sulle notifiche ex art.3-bis L.53/1994

  sabato 01 giugno 2013 - 15:11:39 | Eurolegal.it

Ne avevamo parlato anche noi del Laboratorio in questo post ed in quest'altro, invitando alla prudenza nell'uso di questo nuovo metodo di notifica diretta.
Ora la Direzione Generale Sistemi informativi Automatizzati del Ministero di Giustizia pubblica sul Portale dei Servizi telematici della Giustizia un comunicato nel quale precisa che, per la pratica ed uniforme attuazione delle notifiche ex art.3-bis L.53/1994, si dovrà attendere un nuovo provvedimento contenente delle nuove specifiche tecniche (le quali fisseranno i formati consentiti). Il comunicato precisa anche che tali specifiche riguarderanno anche le modalità di trasmissione in via telematica all’ufficio giudiziario delle ricevute previste dall’art.3-bis comma 3 della L.53/1994, nonché della copia dell’atto notificato ai sensi dell’art.9 comma 1 della L.53/1994.

Stampa veloce crea pdf di questa news

L'AGCM ammonisce Cassaforense sulle modalità di stipulazione della convenzione relativa alle polizze per la responsabilità civile professionale

  mercoledì 29 maggio 2013 - 23:44:34 | Eurolegal.it

Tratto dal bollettino n. 20 del 27 maggio 2013 dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato:

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (di seguito Autorità), nell’esercizio del potere di segnalazione di cui all’articolo 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, rileva alcune problematiche concorrenziali in merito alle modalità di stipulazione della convenzione relativa alle polizze per la responsabilità civile professionale degli avvocati iscritti a codesta Cassa Nazionale Previdenza e Assistenza Forense (di seguito Cassa). L’art. 3, comma 5, lettera e), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, in legge 14 settembre 2011 n. 148, ha previsto che «a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale. […] Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti». Alla luce della novella sopra richiamata, appare necessario contemperare l’esigenza, perseguita dal Legislatore, di ottenere, attraverso una contrattazione centralizzata, offerte vantaggiose per i soggetti obbligati alla copertura assicurativa con la necessità di seguire forme di contrattazione che non determinino preclusioni per gli operatori del settore e che incentivino il massimo confronto competitivo. Sul punto l’Autorità ha più volte espresso, nei suoi precedenti, il principio in base al quale la stipula di convenzioni da parte di organismi associativi e/o casse di previdenza, anche quando tali convenzioni siano dedicate agli associati/iscritti e non determinino esborsi di denaro da parte dei suddetti Enti, debba essere orientata ai principi di trasparenza e non discriminazione al fine di evitare la creazione di criticità concorrenziali nel mercato dei prodotti oggetto di convenzione. Dalle informazioni a disposizione dell’Autorità risulta, invece, che la Cassa abbia stipulato un’unica convenzione assicurativa con un’unica compagnia e senza porre in essere procedure di evidenza pubblica. Sul punto occorre in primo luogo chiarire che, al fine di consentire il massimo confronto concorrenziale, la possibilità di stipulare convenzioni dovrebbe essere “aperta” a tutti gli operatori del mercato assicurativo che rispettino le caratteristiche richieste dalla Cassa. In questo modo potrebbero soddisfarsi anche le diverse esigenze dei futuri aderenti alle convenzioni e sarebbe garantito un ampio confronto concorrenziale. La Cassa dovrebbe, infatti, limitarsi a definire requisiti e condizioni per l’adesione alle convenzioni, a tutela dei propri aderenti, mentre le Compagnie dovrebbero poter aderire assicurando il rispetto dei requisiti fissati dalla Cassa e proponendo condizioni migliorative in modo da garantire il massimo confronto concorrenziale. Qualora la Cassa ritenesse, invece, di dover stipulare un’unica convenzione, si ritiene che la selezione della compagnia aggiudicataria debba avvenire sulla base di procedure di evidenza pubblica. Deve, sul punto, osservarsi che nel caso in esame, pur non essendoci un esborso di denaro da parte della Cassa – in quanto i premi vengono pagati direttamente dai professionisti aderenti alla convenzione – si verifica comunque l’attribuzione di un vantaggio alla compagnia convenzionata che potrà accedere alla domanda rappresentata dai professionisti in via privilegiata determinando una potenziale lesione della concorrenza. Sul punto anche il Consiglio di Stato ha chiarito che la configurazione delle convenzioni come quella di cui trattasi « ... non incide poi sulla soggiacenza a principi di evidenza pubblica valevoli, alla stregua di un principio comunitario da ultimo recepito con il codice dei contratti di cui al decreto legislativo n. 163/2006, per tutte le attività contrattuali della PA, […]». Al fine di assicurare un pieno confronto competitivo, l’Autorità auspica, pertanto, che la Cassa adotti forme di selezione delle compagnie assicurative convenzionate trasparenti e non discriminatorie che potranno garantire il raggiungimento di soluzioni ottimali anche per i futuri fruitori della convenzione. Tali modalità devono sostanziarsi o nell’adozione di modelli di convenzione “aperti” che consentano a tutti gli operatori assicurativi che rispettino determinati requisiti di accedervi, o nella selezione di una o più compagnie attraverso procedure ad evidenza pubblica, rispettando le regole stabilite nel Codice degli Appalti.

Stampa veloce crea pdf di questa news

Vai a pagina   <<        >>