Presentata la prima valutazione civica sui Tribunali civili promossa da Cittadinanzattiva

  sabato 26 maggio 2012 - 19:38:48 | Eurolegal.it

La I Valutazione civica di 9 Tribunali (Trieste, Enna, Alessandria, Milano, Modena, Cagliari, Napoli, Taranto e Lamezia Terme) è stata una novità nel contesto nazionale ed il risultato di un progetto sperimentale condotto da Giustizia per i diritti con l’apporto della Agenzia per la valutazione civica di Cittadinanzattiva, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati e l’Associazione Dirigenti della Giustizia.
Per la prima volta i cittadini, adeguatamente formati, sono entrati nei Tribunali civili, per valutare la qualità del servizio reso, attraverso interviste ai dirigenti e osservazione diretta su ben 59 indicatori fra i quali presenza o meno di Urp e sito web del tribunale, cartellonistica e segnaletica informativa, informazione sui tempi di attesa, accessibilità locali, modalità di comunicazione del rinvio delle udienze, presenza di servizi di mediazione culturale, analisi dei reclami e provvedimenti seguiti agli stessi, rendiconto annuale delle attività e dei risultati, forme di consultazione e partecipazione delle organizzazioni civiche.
Una sintesi del “resoconto” del viaggio è contenuta qui; i rapporti finali relativi ai singoli tribunali esaminati sono invece racchiusi in questo file compresso.

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I dati sulla giustizia civile nel rapporto Istat 2012

  giovedì 24 maggio 2012 - 10:53:19 | Eurolegal.it

Le informazioni statistiche sulla giustizia italiana offrono ormai da molto tempo un quadro di profonda inefficienza. Nel confronto internazionale è la giustizia civile quella che ci vede in particolare difficoltà. L’Italia segna il passo rispetto agli altri Paesi avanzati sia dal punto di vista dei tempi, sia, sebbene in misura inferiore, da quello dei costi privati di accesso alla giustizia civile. In questi ultimi mesi il problema del peso dell’inefficienza della giustizia civile sulla crescita dell’economia italiana si è riproposto con particolare forza in sede istituzionale e il ripristino dell’efficienza di questo settore è anche nell’agenda del Governo, come emerge dalle indicazioni del Programma Nazionale di Riforma, presentato, nell’ambito del ciclo di bilancio previsto dal semestre europeo, nel Documento di Economia e Finanza dello scorso aprile.
L’Italia si caratterizza per un più alto tasso di litigiosità rispetto a quello di altri Paesi europei. Secondo i dati Cepej, nell’anno 2008 l’Italia ha avuto un rapporto processi avviati in materia civile e commerciale/numero di abitanti (4.768) quasi doppio di quello della Francia (2.728), cinque volte superiore a quello della Danimarca (1.090) e quasi dieci volte quello della Svezia (559). Il secondo aspetto riguarda l’organizzazione dell’amministrazione della giustizia. Nei paesi giuridicamente evoluti - dove l’imparzialità del giudice e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sono principi indiscussi e preminenti - la ricerca della correttezza del giudizio si traduce nella garanzia a entrambe le parti in giudizio del diritto di portare all’attenzione del giudice tutte le argomentazioni e le prove a sostegno delle proprie ragioni. A parità di altre condizioni, quanto più ampie sono le garanzie di questo diritto, tanto più lunghi sono i tempi necessari al giudice per esaminare la documentazione consegnata e per ascoltare parti e testimoni, più elevata è la spesa che lo Stato deve sostenere per dotare i tribunali di un personale adeguato, e più alti sono i costi privati delle parti, che devono impegnare un difensore legale che segua tutti i dettagli della controversia. Anche costi pubblici e tempi di giudizio, a parità di altre condizioni, vanno in direzioni opposte: infatti, un’offerta di giustizia superiore alla domanda consentirebbe di risolvere i processi in tempi brevi, ma comporterebbe la sottrazione di risorse ad altri servizi pubblici. I sistemi procedurali adottati nei vari Paesi riflettono particolari combinazioni di queste diverse dimensioni. In effetti, dal confronto tra i Paesi dell’Unione europea per i quali la dimensione di correttezza del giudizio - se identificata nell’imparzialità del giudice e nel rispetto del contraddittorio - può considerarsi sempre realizzata a un livello elevato, emergono grandi differenze in termini di costi e tempi.
L’Italia dispone di un numero di magistrati e di un impiego di risorse finanziarie non inferiore, e talvolta superiore, a Paesi che pure mostrano una performance giudiziaria migliore. Questa valutazione non cambia anche considerando le profonde differenze tra gli ordinamenti dei vari paesi. Secondo i dati del Consiglio d’Europa, l’Italia nel 2008 è quinta tra i Paesi europei con i maggiori livelli di spesa pubblica per giustizia ed è in linea con la media quanto a dotazione di magistrati per l’esercizio della funzione giudicante; la posizione sale ancora se si includono anche quelli destinati alle procure e all’attività presso il ministero e altre istituzioni. Le principali inefficienze dal lato dell’offerta non appaiono, quindi, dovute alla scarsità delle risorse impegnate, quanto piuttosto ad altri problemi di natura organizzativa. In particolare, un’analisi econometrica svolta su dati Istat e Ministero della giustizia, porta a concludere che - pur in presenza di qualche strozzatura territoriale nell’allocazione dei magistrati tra le varie aree geografiche - il principale elemento di inefficienza dell’offerta di giustizia in Italia risiede nella presenza di economie di scala non sfruttate nell’attività degli uffici giudiziari. Le ragioni di tale situazione sono diverse (come la gestione delle assenze del personale sia giudicante che di supporto), ma appare evidente che una eccessiva frammentazione degli uffici non consente di sfruttare le economie di specializzazione nell’attività dei magistrati, cosa che viene invece realizzata nelle sedi di maggior dimensione. Nei piccoli tribunali, infatti, dove il giudice si occupa delle questioni più disparate, in materia sia civile che penale, la produttività è più bassa.
Le analisi rivelano anche che l’introduzione del giudice unico (che nel 1998, disponendo la fusione di preture e tribunali, ha determinato un aumento della dimensione media degli uffici giudiziari) ha comportato un primo recupero di efficienza: se nel 1996 circa l’89 per cento delle preture e l’87 per cento dei tribunali era al di sotto della dimensione ottimale, nel 2001 tale quota è scesa al 72 per cento, un valore comunque molto elevato.
Un maggiore recupero di efficienza sembra essere stato impedito dal non aver accompagnato l’introduzione del giudice unico con una revisione della distribuzione geografica dei tribunali, che appaiono troppo diffusi sul territorio e di dimensione troppo contenuta per essere efficienti. L’eccessivo numero di sedi, d’altra parte, trova conferma anche dal confronto internazionale: secondo i dati del Consiglio d’Europa, in Italia gli abitanti serviti da una corte di prima istanza sono mediamente 55.000, la metà che in Francia, in Germania e nel Regno Unito.

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Si ritorna al voto per le elezioni locali suppletive forensi

  martedì 22 maggio 2012 - 09:24:48 | Eurolegal.it

I tre Consiglieri dell'Ordine degli Avvocati di Bari dimissionari, a cui avevamo accennato in questo post, hanno ribadito la loro intenzione di non recedere dalla loro scelta "separatista"; il Consiglio ha pertanto indetto le elezioni locali suppletive forensi convocando l'Assemblea degli iscritti per il giorno 11 giugno 2012 alle ore 8,00 in prima convocazione e per i giorni 15 e 16 giugno 2012 dalle ore 9,00 alle 14,00 in seconda convocazione, con l’eventuale elezione di ballottaggio per i giorni 29 e 30 giugno 2012 dalle ore 9,00 alle 14,00.

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Il ruolo del difensore oggi

  lunedì 21 maggio 2012 - 17:09:49 | Eurolegal.it

Vi proponiamo a questo link l'articolo pubblicato su Guida al Diritto del 18 maggio u.s., a firma del Presidente del CNF Guido Alpa, che analizza i più recenti orientamenti in materia di professione forense, tra le recenti scelte del legislatore nazionale (improntate ad una linea economicistica) ed il riconoscimento da parte dell'U.E. dei principi di autonomia ed indipendenza fondanti la funzione di rilevanza pubblica della difesa.

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Inaugurato il Portale dei Servizi Telematici della Giustizia

  sabato 19 maggio 2012 - 19:01:11 | Eurolegal.it

E' stato attivato ieri il Portale dei Servizi Telematici (di cui all'art. 6 del DM 44/2011) del Ministero della Giustizia. E' raggiungibile a questo indirizzo: http://pst.giustizia.it/PST/
I servizi resi disponibili sono raggruppati in due sezioni; una prima ad accesso libero che racchiude i servizi disponibili per tutti i cittadini (senza necessità di identificazione) ed una seconda ad accesso riservato per i soggetti abilitati esterni. Per entrare in questa seconda sezione "riservata" è necessario procedere all’identificazione informatica tramite Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta di Identità Elettronica (CIE), ovvero con Carta Multiservizi Giustizia (carta modello AT), secondo quanto stabilito nel DM 44/2011 e nelle specifiche tecniche diramate il 18 luglio 2011.
I servizi "riservati" comprendono: la consultazione dei registri, l'accesso al Registro Generale degli Indirizzi Elettronici, l'applicazione per i pagamenti telematici.
I servizi ad accesso libero comprendono: informazioni sui servizi telematici attivi presso gli Uffici Giudiziari, l'elenco pubblico dei punti di accesso, la consultazione pubblica dei registri (con visualizzazione in forma anonima), il portale delle procedure concorsuali.

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