Tagli alla spesa pubblica richiesti anche dalla BCE

  domenica 29 aprile 2012 - 17:49:42 | Eurolegal.it

"Ridurre ed accorpare le Province in Italia sarebbe l'unica, vera, misura di taglio di costi della politica". Sono le affermazioni di Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, che guarda con attenzione agli interventi per il contenimento della spesa pubblica dello Stato Italiano. La BCE auspica inoltre che l'Italia riporti al centro del dibattito anche il capitolo concorrenza e liberalizzazioni per rilanciare la crescita.
In attesa di comprendere dove si concentreranno i tagli del Governo, emergono i primi dettagli sul rapporto inerente la spending review che verrà presentato domani dal Ministro Piero Giarda al Consiglio dei Ministri. ”Elementi per una revisione della spesa“: è questo il titolo del rapporto, il quale non indica cifre di risparmio bensì un “metodo” di taglio della spesa; con esso ci si prefigge due obiettivi: nell’immediato evitare l’aumento di due punti dell'IVA ad ottobre (3,3 miliardi nel 2012), che deprimerebbe ancora di più economia e consumi, ed a medio termine avere un “cuscinetto” di risorse che garantisca il pareggio di bilancio nel 2013, qualora emergessero difficoltà ad attuare i tagli lineari previsti dalle due manovre dell’estate 2011.
Il rapporto di Giarda parte dal lavoro già svolto su alcuni Dicasteri: Interni, Giustizia, Difesa, Istruzione e Esteri. I Dicasteri scelti hanno caratteristiche tipiche della “macchina burocratica”: sedi centrali e sedi territoriali (prefetture, caserme, scuole, tribunali, ecc.), parecchio personale, pluralità dei servizi erogati e delle funzioni espletate, patrimonio immobiliare centrale e periferico, ecc.
Per comprendere appieno i costi diretti ed indiretti che siamo costretti a pagare a causa del malfunzionamento del nostro sovradimensionato apparato burocratico, vi invitiamo caldamente a leggere questo illuminante articolo di Marcello Mazzilli su "The Front Page".

Stampa veloce crea pdf di questa news

L'impossibile riforma dell'avvocatura
(articolo di Carlo Priolo su L'Opinione del 28.4.2012)

  sabato 28 aprile 2012 - 17:08:27 | Eurolegal.it

Settantanove anni, ottanta forse, ma sarebbe il caso di giungere a cento, cifra più facile da ricordare. Di cosa si parla? Della riforma della legge professionale forense, lo statuto degli avvocati. La copertura finanziaria è assicurata. Gli Avvocati pagano tutto e si pagano tutto da soli: pensione, assicurazione, cessazione della attività, danni da mancato incasso dei crediti.
Si narra che il disegno di legge di riforma sia stato approvato dal Senato delle Repubblica ed ora giaccia alla Camera dei Deputati e che a seguito delle intervenute "liberalizzazioni" si dovrà procedere ad una profonda revisione del testo normativo la legge professionale. Indipendentemente dalle modifiche da apportare, basterebbe riflettere sulle modalità di elezione dei membri dei Consigli degli Ordini territoriali per suggerire di mantenere in vita le norme dell'era paleolitica e non perdere tempo ed energie per riformare la riforma. Il disegno di legge, a seguito dell'approfondito esame dei nostri illustri senatori, ora è al vaglio dei nostri competenti deputati, ma la modalità di elezione e rimasta quella di ottanta anni fa, quando gli Avvocati erano poco più o poco meno dei mille al seguito di Garibaldi. Recita il testo: i componenti del consiglio sono eletti dagli iscritti con voto segreto in base a regolamento adottato ai sensi dell'articolo 1 e con le modalità nello stesso stabilite. Hanno diritto al voto tutti coloro che risultano iscritti negli albi e negli elenchi dei dipendenti degli enti pubblici e dei docenti e ricercatori universitari a tempo pieno e nella sezione speciale degli avvocati stabiliti, il giorno antecedente l'inizio delle operazioni elettorali. Ciascun elettore può esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati per difetto.
Nell'Ordine di Roma i membri del Consiglio da eleggere con le nuove disposizioni sarebbero in numero di 25. quindi ogni singolo elettore è facoltizzato a dare 15 preferenze. Sì, non è un refuso: 15 preferenze. Dopo 62 anni dalla prima elezione democratica della Repubblica Italiana, con leggi elettorali che si sono succedute, con dibattiti estenuanti sul sistema elettorale migliore per selezionare le rappresentanze, dopo accese discussioni su preferenza sì, preferenza no, i nostri parlamentari decidono che l'elettore avvocato si reca al seggio scrive 15 nomi per scegliere uno (anzi 15) che possa rappresentarlo. Per una semplice elezione di rappresentati di una categoria, che devono curare un albo professionale e interessarsi un po' di deontologia, l'elettore sarà bombardato di pubblicità, di comunicati, sarà corteggiato per l'intero arco della giornata da questo e da quello, sarà costretto a subire il mercatino delle fazioni che si contrapporranno, con liste di emeriti sconosciuti che formeranno l'elenco dei 15, osserverà incredulo alle accuse reciproche dei contendenti in gruppi di 15, più i fedeli iscritti al partito del capolista, sussulterà venuto a conoscenza dei colpi bassi che alimenteranno il chiacchiericcio. Insomma una edificante fotocopia del triste spettacolo della cosiddetta politica nostrana.
E' così difficile trovare una modalità diversa? Forse no. La preferenza deve essere una sola, come avviene anche per l'elezione dei consiglieri comunali e regionali, in modo che ogni candidato è libero di candidarsi e non deve essere designato dal capo lista di turno e liberamente sceglierà di proporsi ai colleghi per farsi conoscere, senza costi aggiuntivi. Non è una grande idea, ma a volte basta copiare bene. Avete capito illustri parlamentari, anche se l'invito dovrà essere posto a quelli che verranno, in quanto in questa legislatura la legge per gli Avvocati non sarà approvata.
Caro Avvocato, leggendario eroe dell'attesa, paziente ricercatore della norma giusta, cireneo del fardello della giustizia, educato cittadino rispettoso esecutore della regola, purtroppo non avendo una rappresentanza politico-sindacale unita, forte e coesa il tempo dell'attesa si moltiplicherà, perché il numero per gli Avvocati (circa 200.000) non è forza.

(Fonte: http://www.opinione.it/politica/2012/04/28/priolo_politica-29-04.aspx)

Stampa veloce crea pdf di questa news

Il progetto di razionalizzazione degli Uffici giudiziari proposto dal Ministro Severino

  giovedì 26 aprile 2012 - 10:27:32 | Eurolegal.it

37 Tribunali minori dovranno essere cancellati con un risparmio per il Ministero della Giustizia di circa 80 milioni di euro l'anno.
Altri 200 milioni di euro l'anno, approssimativamente, dovrebbero essere risparmiati istituendo una gara unica a livello nazionale per l'affidamento dell'appalto per le intercettazioni.
160 Sezioni distaccate di Tribunale dovranno essere trasferite nei Tribunali maggiori, in tal modo verranno coperti i posti attualmente vacanti nei principali palazzi di giustizia. Il Ministero calcola che i trasferimenti coinvolgeranno 1944 giudici di pace, 950 magistrati ordinari e 7914 unità di personale amministrativo svolgenti principalmente funzioni di cancelleria.
674 Uffici dei Giudici di Pace verranno eliminati o accorpati in altri più grandi (e comunque già esistenti), a meno che i Comuni in cui si trovano gli Uffici destinati alla soppressione non ne garantiscano direttamente il funzionamento con oneri a proprio carico. Da questa operazione di soppressione-accorpamento nelle stime del Ministero della Giustizia si dovrebbe riuscire a risparmiare circa 28 milioni di euro l'anno.

Stampa veloce crea pdf di questa news

La responsabilità dello Stato-giudice tra interpretazione conforme, disapplicazione e prospettive di riforma

  martedì 24 aprile 2012 - 15:19:16 | Eurolegal.it

Vi proponiamo un altro commento alla nota sentenza della CGUE del 24.11.2011 che ha ribadito il principio di responsabilità degli Stati membri per ogni “violazione manifesta” del diritto dell’Unione compiuta da un organo giurisdizionale di ultimo grado, anche nell’esercizio di attività interpretativa e indipendentemente dalla prova del dolo o della colpa grave. E' di Irene Pellizzone, assegnista di ricerca in diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano, che lo ha pubblicato sul n°2/2012 della rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti. L'autrice nell'ultimo paragrafo ipotizza una soluzione alla questione che sia da un lato esattamente rispondente al principio (chiaro ed inequivoco) sancito dalla CGUE e dall'altro sia in grado di garantire il rispetto dell'indipendenza della magistratura, sostenendo nelle sue conclusioni la "non necessarietà" di interventi normativi che prevedano una responsabilità diretta del magistrato.
E' la strada che pare voglia anche seguire il Guardasigilli Paola Severino che ha diramato, fra i tecnici della giustizia dei partiti di maggioranza, il seguente testo di legge:

Disegno di legge n. 3129 (legge comunitaria 2011)
All’art. 25, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni:
la lettera a) è sostituita dalla seguente:
“a) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Chi ha subìto un danno ingiusto per diniego di giustizia ovvero per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario, posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni, può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivano da privazione della libertà personale.»”;
la lettera c) è sostituita dalla seguente:
“c) al comma 3, lettera a), le parole da «la grave violazione» a «negligenza inescusabile» sono sostituite dalle seguenti: «la violazione manifesta della legge e del diritto comunitario»”;
dopo la lettera c) è aggiunta la seguente:
“d) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
«3-bis. Ai fini della determinazione della violazione manifesta della legge e del diritto comunitario, ai sensi del comma 3, lettera a), dev’essere valutato il grado di chiarezza e precisione delle norme violate, e la scusabilità o inescusabilità dell’errore di diritto. In caso di violazione manifesta del diritto dell’Unione europea si deve tenere conto della mancata osservanza dell’obbligo di rinvio pregiudiziale ai sensi dell’articolo 267, terzo paragrafo, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.»”;
dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:
“1-bis. L’articolo 5 è sostituito dal seguente:
«5. Ammissibilità della domanda.
1. Il tribunale, sentite le parti, delibera, in composizione collegiale, in camera di consiglio ed entro quaranta giorni, sull’ammissibilità della domanda di cui all’articolo 2.
2. La domanda è inammissibile quando non è rispettato l’articolo 4 ovvero quando risulta manifestamente infondata.
3. L’inammissibilità è dichiarata con decreto motivato, ricorribile per cassazione per violazione di legge. Il ricorso per cassazione dev’essere notificato all’altra parte entro trenta giorni dalla notificazione del decreto da effettuarsi a cura della cancelleria non oltre dieci giorni. Il ricorso è depositato nella cancelleria dello stesso tribunale nei successivi dieci giorni e l’altra parte deve costituirsi nei dieci giorni successivi depositando memoria e fascicolo presso la cancelleria. Il tribunale, dopo la costituzione delle parti o dopo la scadenza dei termini per il deposito, trasmette gli atti, entro dieci giorni, alla Corte di cassazione che decide, entro sessanta giorni, dal ricevimento degli stessi. La Corte di cassazione, quando annulla il provvedimento d’inammissibilità, dichiara ammissibile la domanda. Scaduto il quarantesimo o il sessantesimo giorno la parte può presentare, rispettivamente al tribunale o alla Corte di cassazione secondo le rispettive competenze, l’istanza di cui all’articolo 3.
4. Il tribunale che dichiara ammissibile la domanda dispone la prosecuzione del processo. La Corte di cassazione, quando dichiara ammissibile la domanda, rimette gli atti per la prosecuzione del processo ad altra sezione del tribunale e, ove questa non sia costituita, al tribunale che decide in composizione interamente diversa. Se la domanda è dichiarata ammissibile, il tribunale ordina la trasmissione di copia degli atti ai titolari dell’azione disciplinare; per gli estranei che partecipano all’esercizio di funzioni giudiziarie la copia degli atti è trasmessa agli organi ai quali compete l’eventuale sospensione o revoca della loro nomina.»;
1-ter. All’articolo 7, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni:
le parole «entro un anno» sono sostituite dalle seguenti: «entro due anni»; e la parola «esercita» è sostituita dalle seguenti: «deve esercitare»;
1-quater. All’articolo 8, comma 3, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole «pari a un terzo» sono sostituite dalle seguenti: «pari alla metà»;
b) al terzo periodo, la parola «quinto» è sostituita dalla seguente: «terzo».

Rimandiamo, per ulteriori approfondimenti sul tema, ai posts già pubblicati ai seguenti links:
http://www.ordavv.bari.it/news.php?item.122
http://www.ordavv.bari.it/news.php?item.150
http://www.ordavv.bari.it/news.php?item.157

Stampa veloce crea pdf di questa news

Le liberalizzazioni, da handicap ad opportunità. L'avvocatura raccoglie la sfida
(Articolo di G.M. Valenti su Altalex del 23.4.2012)

  lunedì 23 aprile 2012 - 18:34:53 | Eurolegal.it

Consigliamo la lettura dell'interessante articolo di Giuseppe M. Valenti, pubblicato su Altalex di oggi, che riproduce il resoconto della tavola rotonda Post fata resurgo. Le liberalizzazioni: da Handicap ad opportunità. L’Avvocatura raccoglie la sfida organizzata in Rovereto il 13 aprile 2012 dall'associazione Futuro Merita.
In calce all'articolo l'autore riporta (in allegato) quattro utili modelli di
- Contratto di lavoro professionale forense (full-time),
- Costituzione di società professionale a r.l.,
- Conferimento di incarico professionale con rinvio alle tariffe,
- Conferimento di incarico professionale con compenso forfettario e palmario.

Stampa veloce crea pdf di questa news

Vai a pagina   <<        >>