Il CNF deciso ad impugnare il regolamento sulle professioni ed il decreto-parametri

  giovedì 06 settembre 2012 - 17:55:54 | Eurolegal.it

Il CNF, dopo la riunione tenutasi ieri con i presidenti dei COA, le Unioni Forensi, la Cassa di previdenza ed assistenza forense, l'OUA e le Associazioni di categoria, ha diramato sul proprio sito-web un comunicato-stampa nel quale preannuncia l'intenzione di impugnare i regolamenti sulle professioni e sui parametri per eccesso di potere.
Sono stati inoltre pubblicati un dossier che illustra le ragioni di impugnabilità del regolamento sulle professioni e del decreto-parametri (contenente anche alcune schede tematiche di approfondimento sulle novità legislative di questa estate) ed un opuscolo in forma di FAQ sulle soluzioni individuate dallo stesso CNF in merito agli aspetti maggiormente problematici del DPR n.137/2012.

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La relazione sullo stato di esecuzione delle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dello Stato italiano relativa all’anno 2011

  mercoledì 05 settembre 2012 - 19:14:19 | Eurolegal.it

La relazione sullo stato di esecuzione delle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dello Stato italiano relativa all’anno 2011, presentata al Parlamento a fine giugno, testimonia il dibattito in corso sul futuro della Corte europea dei diritti dell’uomo anche alla luce delle importanti modifiche al sistema di tutela dei diritti umani convenute nell’ambito della Conferenza di Interlaken del 2010 e della Conferenza di Smirne dell’aprile 2011.
I processi di riforma del ruolo della Corte sono stati oggetto di attenzione anche da parte della terza Conferenza ministeriale di alto livello di Brighton del 2012, alla quale il Governo italiano ha partecipato.
La relazione testimonia l’impegno continuo dell’Italia e dei Paesi membri del Consiglio d’Europa per l’attuazione di strategie che consentano di garantire un sistema più coerente nell’interpretazione e nell’applicazione della Convenzione e di favorire maggiormente la conclusione del processo di adesione dell’Unione europea alla Convenzione, in aderenza al Trattato di Lisbona.
In tale contesto, in evoluzione, la relazione illustra l’andamento del contenzioso italiano e quello degli altri Stati contraenti, evidenziando le criticità poste dall’attività di adeguamento dell’ordinamento interno ai principi convenzionali e fornendo un ampio contributo sulle misure individuali e generali adottate o in via di adozione da parte dell’Italia per dare coerente esecuzione alle sentenze, conformemente al piano d’azione previsto dalla dichiarazione congiunta di Interlaken.

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Pubblicati in G.U. i nuovi parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi professionali

  domenica 02 settembre 2012 - 09:53:59 | Eurolegal.it

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22.8.2012 n. 195 il D.M. 20 luglio 2012, n. 140Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27″.
L'Unione triveneta dei COA ha predisposto sul proprio sito un testo commentato del decreto a cura degli avvocati Antonio Rosa ed Alessandra Stella.

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Dall'11 settembre si applicano le nuove norme sul c.d. filtro in appello

  martedì 14 agosto 2012 - 10:25:58 | Eurolegal.it

Sul supplemento ordinario n. 171 alla Gazzetta ufficiale n. 187 dell’11 agosto scorso è stata pubblicata la legge 7 agosto 2012, n. 134 dal titolo "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese" che, per quanto riguarda le impugnazioni civili, produrrà effetti dal giorno 11 settembre 2012 (e dunque sin dalla ripresa delle attività giudiziarie).
Di seguito riportiamo gli articoli del c.p.c. modificati dalle nuove disposizioni:

Art. 342.
Forma dell’appello
L’appello si propone con citazione contenente le indicazioni prescritte dall’articolo 163. L’appello deve essere motivato. La motivazione dell’appello deve contenere, a pena di inammissibilità:
1) l’indicazione delle parti del provvedimento che si intende appellare e delle modifiche che vengono richieste alla ricostruzione del fatto compiuta dal giudice di primo grado;
2) l’indicazione delle circostanze da cui deriva la violazione della legge e della loro rilevanza ai fini della decisione impugnata.
Tra il giorno della citazione e quello della prima udienza di trattazione devono intercorrere termini liberi non minori di quelli previsti dall’articolo 163-bis.

Art. 345.
Domande ed eccezioni nuove
Nel giudizio d’appello non possono proporsi domande nuove e, se proposte, debbono essere dichiarate inammissibili d’ufficio. Possono tuttavia domandarsi gli interessi, i frutti e gli accessori maturati dopo la sentenza impugnata, nonché il risarcimento dei danni sofferti dopo la sentenza stessa.
Non possono proporsi nuove eccezioni, che non siano rilevabili anche d’ufficio.
Non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, salvo che la parte dimostri di non aver potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile. Può sempre deferirsi il giuramento decisorio.

Art. 348-bis.
Inammissibilita’ dell’appello
Fuori dei casi in cui deve essere dichiarata con sentenza l’inammissibilità o l’improcedibilità dell’appello, l’impugnazione è dichiarata inammissibile dal giudice competente quando non ha una ragionevole probabilità di essere accolta.
Il primo comma non si applica quando:
a) l’appello è proposto relativamente a una delle cause di cui all’articolo 70, primo comma;
b) l’appello è proposto a norma dell’articolo 702-quater.


Art. 348-ter.
Pronuncia sull’inammissibilita’ dell’appello
All’udienza di cui all’articolo 350 il giudice, prima di procedere alla trattazione, sentite le parti, dichiara inammissibile l’appello, a norma dell’articolo 348-bis, primo comma, con ordinanza succintamente motivata, anche mediante il rinvio agli elementi di fatto riportati in uno o più atti di causa e il riferimento a precedenti conformi. Il giudice provvede sulle spese a norma dell’articolo 91.
L’ordinanza di inammissibilità è pronunciata solo quando sia per l’impugnazione principale che per quella incidentale di cui all’articolo 333 ricorrono i presupposti di cui al primo comma dell’articolo 348-bis. In mancanza, il giudice procede alla trattazione di tutte le impugnazioni comunque proposte contro la sentenza.
Quando è pronunciata l’inammissibilità, contro il provvedimento di primo grado può essere proposto, a norma dell’articolo 360, ricorso per cassazione. In tal caso il termine per il ricorso per cassazione avverso il provvedimento di primo grado decorre dalla comunicazione o notificazione, se anteriore, dell’ordinanza che dichiara l’inammissibilità. Si applica l’articolo 327, in quanto compatibile.
Quando l’inammissibilità è fondata sulle stesse ragioni, inerenti alle questioni di fatto, poste a base della decisione impugnata, il ricorso per cassazione di cui al comma precedente può essere proposto esclusivamente per i motivi di cui ai numeri 1), 2), 3) e 4) del primo comma dell’articolo 360.
La disposizione di cui al quarto comma si applica, fuori dei casi di cui all’articolo 348-bis, secondo comma, lettera a), anche al ricorso per cassazione avverso la sentenza d’appello che conferma la decisione di primo grado.


Art. 360.
Sentenze impugnabili e motivi di ricorso
Le sentenze pronunciate in grado d’appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per cassazione:
1) per motivi attinenti alla giurisdizione;
2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza;
3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro;
4) per nullità della sentenza o del procedimento;
5) per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti.
Può inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d’accordo per omettere l’appello; ma in tale caso l’impugnazione può proporsi soltanto a norma del primo comma, n. 3.
Non sono immediatamente impugnabili con ricorso per cassazione le sentenze che decidono di questioni insorte senza definire, neppure parzialmente, il giudizio. Il ricorso per cassazione avverso tali sentenze può essere proposto, senza necessità di riserva, allorché sia impugnata la sentenza che definisce, anche parzialmente, il giudizio.
Le disposizioni di cui al primo comma e terzo comma si applicano alle sentenze ed ai provvedimenti diversi dalla sentenza contro i quali è ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge.

Art. 383.
Cassazione con rinvio
La corte, quando accoglie il ricorso per motivi diversi da quelli richiamati nell’articolo precedente, rinvia la causa ad altro giudice di grado pari a quello che ha pronunciato la sentenza cassata.
Nel caso previsto nell’articolo 360 secondo comma, la causa può essere rinviata al giudice che avrebbe dovuto pronunciare sull’appello al quale le parti hanno rinunciato.
La corte, se riscontra una nullità del giudizio di primo grado per la quale il giudice d’appello avrebbe dovuto rimettere le parti al primo giudice, rinvia la causa a quest’ultimo.
Nelle ipotesi di cui all’articolo 348-ter, commi terzo e quarto, la Corte, se accoglie il ricorso per motivi diversi da quelli indicati dall’articolo 382, rinvia la causa al giudice che avrebbe dovuto pronunciare sull’appello e si applicano le disposizioni del libro secondo, titolo terzo, capo terzo, sezione terza.

Art. 434.
Deposito del ricorso in appello
Il ricorso deve contenere le indicazioni prescritte dall’articolo 414. L’appello deve essere motivato. La motivazione dell’appello deve contenere, a pena di inammissibilità:
1) l’indicazione delle parti del provvedimento che si intende appellare e delle modifiche che vengono richieste alla ricostruzione del fatto compiuta dal giudice di primo grado;
2) l’indicazione delle circostanze da cui deriva la violazione della legge e della loro rilevanza ai fini della decisione impugnata.

Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della corte di appello entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza, oppure entro quaranta giorni nel caso in cui la notificazione abbia dovuto effettuarsi all’estero.

Art. 436-bis.
Inammissibilità dell’appello e pronuncia
All’udienza di discussione si applicano gli articoli 348-bis e 348-ter.

447-bis.
Norme applicabili alle controversie in materia di locazione, di comodato e di affitto
Le controversie in materia di locazione e di comodato di immobili urbani e quelle di affitto di aziende sono disciplinate dagli articoli 414, 415, 416, 417, 418, 419, 420, 421, primo comma, 422, 423, primo e terzo comma, 424, 425, 426, 427, 428, 429, primo e secondo comma, 430, 433, 434, 435, 436, 436-bis , 437, 438, 439, 440, 441, in quanto applicabili.
Sono nulle le clausole di deroga alla competenza.
Il giudice può disporre d’ufficio, in qualsiasi momento, l’ispezione della cosa e l’ammissione di ogni mezzo di prova, ad eccezione del giuramento decisorio, nonché la richiesta di informazioni, sia scritte che orali, alle associazioni di categoria indicate dalle parti.
Le sentenze di condanna di primo grado sono provvisoriamente esecutive.
All’esecuzione si può procedere con la sola copia del dispositivo in pendenza del termine per il deposito della sentenza. Il giudice d’appello può disporre con ordinanza non impugnabile che l’efficacia esecutiva o l’esecuzione siano sospese quando dalle stesse possa derivare all’altra parte gravissimo danno.

Art. 702quater.
Appello
L’ordinanza emessa ai sensi del sesto comma dell’articolo 702-ter produce gli effetti di cui all’articolo 2909 del codice civile se non è appellata entro trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione.
Sono ammessi nuovi mezzi di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene indispensabili ai fini della decisione, ovvero la parte dimostra di non aver potuto proporli nel corso del procedimento sommario per causa ad essa non imputabile. Il presidente del collegio può delegare l’assunzione dei mezzi istruttori ad uno dei componenti del collegio.

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Ridotto da 37 a 31 unità l'elenco dei Tribunali e delle Procure da sopprimere

  sabato 11 agosto 2012 - 10:00:49 | Eurolegal.it

Il Consiglio dei Ministri ha dato ieri il via libera al provvedimento sulla revisione della geografia giudiziaria. Il testo definitivo prevede che i tribunali soppressi siano 31 anziché i 37 previsti in origine. Sono stati salvati i presidi nelle zone ad alto tasso di criminalità organizzata: i tribunali e le procure di Caltagirone, Sciacca, Cassino, Lamezia Terme, Paola e Castrovillari. Saranno invece chiuse - come già stabilito dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 5 luglio - le sedi di tribunale e procura di Crema, Vigevano, Voghera (Lombardia), Nicosia, Modica e Mistretta (Sicilia), Rossano (Calabria), Montepulciano (Toscana), Chiavari, Sanremo (Liguria), Avezzano, Lanciano, Sulmona, Vasto (Abruzzo), Lucera (Puglia), Ariano Irpino, Sant'Angelo dei Lombardi, Sala Consilina (Campania), Orvieto (Umbria), Melfi (Basilicata), Acqui Terme, Alba, Casale Monferrato, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo, Tortona (Piemonte), Tolmezzo (Friuli), Bassano del Grappa (Veneto), Urbino e Camerino (Marche), oltre la procura di Giugliano (Napoli).

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