In G.U. il c.d. «decreto del fare» (tanto per fare)

  sabato 22 giugno 2013 - 20:43:34 | Eurolegal.it

E’ entrato in vigore da oggi il Decreto Legge 21 giugno 2013 n. 69, pubblicato in G.U. Serie Generale n.144 del 21-6-2013 - Suppl. Ordinario n. 50, dal titolo "Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia" (già noto come "decreto del fare", di cui avevamo parlato qui, qui e qui). Leggendo le disposizioni in materia di mediazione obbligatoria (rimasta onerosa anche in questa versione definitiva) è facile prevedere che vi saranno nuovi rinvii alla Consulta per evidente violazione di norme costituzionali e dei principi di uguaglianza e ragionevolezza universalmente riconosciuti.
Come spiegato nel paper dell'OCSE che abbiamo linkato nel precedente post occorrerebbe una vera, incisiva ed organica riforma dell'intero sistema-Giustizia, ma in Italia quando si affronta l'argomento in profondità (toccando temi sensibili come la responsabilità civile dei magistrati) o si accantona il progetto o si minacciano crisi di Governo.

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Ciò che davvero occorrerebbe fare (e che invece manca nel decreto del "fare")

  venerdì 21 giugno 2013 - 23:06:19 | Eurolegal.it

E' quanto elencato nel recente paper dal titolo "Giustizia civile: come promuoverne l’efficienza?" diffuso dall'OCSE. Di seguito quattro brevi e chiari consigli per migliorare la pessima posizione dell'Italia nelle statistiche:

La ragionevole durata dei procedimenti è un elemento essenziale di una giustizia efficace, insieme all’accuratezza e alla certezza delle decisioni e a condizioni eque di accesso al sistema. Tempi lunghi di risoluzione delle controversie generano incertezza e infliggono costi elevati alle imprese; inoltre, riducono la fiducia nel sistema giudiziario.

La prevedibilità delle decisioni giudiziarie, ovvero la possibilità di anticipare l’interpretazione della regola che verrà stabilita dal giudice, garantisce la certezza del diritto e permette agli agenti economici di valutare le possibili conseguenze legali delle loro azioni, consentendone una corretta programmabilità.

La diffusione delle tecnologie informatiche assicura benefici direttamente, riducendo i costi e i tempi di lavoro, e indirettamente, consentendo di implementare tecniche di “caseflow management” e assicurando una maggiore e migliore disponibilità di informazioni. Con il termine caseflow management si indicano le attività di supervisione e gestione dei flussi di lavoro finalizzate a garantirne un razionale andamento.

La specializzazione per materia consente ai giudici di acquisire una conoscenza specifica di una determinata area del diritto e delle questioni sostanziali e procedurali connesse alle relative controversie. In tal modo essa accresce la produttività dei giudici e il grado di uniformità delle decisioni.

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Inaugurato l'INI-PEC (ma non è completo)

  venerdì 21 giugno 2013 - 07:37:58 | Eurolegal.it

È stato istituito il 19 giugno 2013 l’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata delle imprese e dei professionisti (INI–PEC). Attualmente non è completo perchè molti Ordini e Collegi professionali non hanno inviato il loro database con i recapiti dei loro iscritti, tuttavia tramite il portale telematico, raggiungibile all'URL http://www.inipec.gov.it/ senza necessità di autenticazione, dovrebbe d'ora in avanti essere possibile attingere gli indirizzi PEC di professionisti ed imprese di tutt'Italia ed avviare corrispondenze telematiche aventi pieno valore legale.

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La legalità principio base della concorrenza
(Articolo di Paola Severino sul Sole24Ore del 19.6.2013)

  mercoledì 19 giugno 2013 - 19:51:02 | Eurolegal.it

La relazione annuale presentata dal Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato è ricca di spunti che dimostrano quanto complesso ed articolato sia diventato lo spettro degli interessi che essa è chiamata a tutelare: dalle liberalizzazioni alle segnalazioni per la revisione annuale della legislazione in prospettiva concorrenziale; dalle misure di semplificazione dei procedimenti amministrativi al recupero di un livello accettabile di certezza del diritto, come pre-condizioni della concorrenza e della competitività.
I compiti dell'Autorità vanno dalla regolazione ex ante dei servizi a rete, alla garanzia ex post della verifica sui prezzi pagati dai consumatori e sulle condizioni di erogazione del servizio; dalla tutela della proprietà intellettuale, all'individuazione di casi di utilizzo abusivo e strumentale di essa, con costituzione di posizioni dominanti; dalla protezione dell'acquirente tramite web alla verifica di asimmetrie informative su prestazioni e costi; dalla formulazione di pareri preventivi, alla irrogazione di sanzioni per le violazioni accertate.
All'ampiezza del perimetro di tutela si accompagna l'approfondimento di alcuni temi che rappresentano, se non un "novum", quantomeno il radicarsi nel mondo dell'impresa di valori finora solo proclamati, ma ancora non condivisi ed attuati pienamente.
Intendo riferirmi in particolare al richiamo, opportunamente sottolineato dal Presidente Pitruzzella, al rispetto della legalità come condizione basilare per il buon funzionamento di un mercato concorrenziale.
Se questo richiamo verrà inteso dai settori più sensibili e reattivi dell'economia non già e non solo come un incoraggiamento etico, ma come l'instaurarsi di un vero e proprio circolo virtuoso, utile alla crescita dell'impresa, molto cammino si sarà fatto verso un modello di concorrenza "leale". L'idea che l'impresa rispettosa delle regole è un'impresa più forte, più solida, meno esposta al rischio di esclusione dal mercato, meno colpita da sanzioni divenute sempre più onerose si è già efficacemente diffusa e costituisce un deterrente anche sotto il profilo economico.
La vera novità è invece rappresentata dalla prospettiva "premiale" che nel corso della precedente legislatura si è fatta strada e che si è manifestata, come opportunamente è stato ricordato, all'atto della conversione in Senato del decreto "Cresci Italia", con l'introduzione del "rating di legalità".
La tempestività con cui l'Autorità antitrust ha adottato il regolamento esecutivo ed il Ministero della Giustizia ha a suo tempo emanato il decreto attuativo, sono il segnale di quanto questo istituto sia stato ritenuto importante per consolidare la fiducia in una economia sana, in un mercato che incoraggia la legalità e combatte l'infiltrazione di criminalità organizzata, di corruzione, di reati fiscali e societari. Illeciti che consentono facili guadagni erodendo la parte sana del settore e cagionando danni irreparabili all'immagine del Paese e della professionalità dei suoi migliori imprenditori.
D'altra parte, alla prontezza delle istituzioni nell'apprestare un sistema di misurazione della legalità, ha fatto riscontro la sensibilità con cui il mondo delle imprese ha percepito l'importanza dell'ottenimento di un buon rating. Il dato confortante sul numero di richieste di valutazione pervenute in poco tempo all'Autorità dimostra che lo strumento è ritenuto utile da quanti hanno compreso che il fenomeno più dannoso per l'economia del Paese è quello della concorrenza sleale, in cui non vince il migliore, ma chi si ritiene più furbo degli altri, chi cerca di percorrere le scorciatoie dell'illegalità, chi taglia l'erba sotto i piedi delle imprese virtuose. Solo una diffusa consapevolezza dell'entità e della irreparabilità di questi danni potrà costituire un valido baluardo contro l'illegalità e far emergere quanti continuano a credere ed a crescere nel merito.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-06-19/legalita-principio-base-concorrenza-075103.shtml

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La politica del "fare tanto per fare" (perchè "ce lo chiede l'Europa")

  lunedì 17 giugno 2013 - 11:21:25 | Eurolegal.it

Dopo la sentenza 272/2012 della Corte Costituzionale (di cui avevamo parlato qui e qui) che aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale dell'istituto introdotto con il D.Lgs. 28/2010 sotto il profilo dell'eccesso di delega, il c.d. "governo delle larghe intese" lo ripropone nel «decreto del fare» come strumento deflattivo del contenzioso civile (ripetendo il noto refrain "ce lo chiede l'Europa", sebbene l'Europa in realtà ci chieda una radicale riforma dell'intero sistema giudiziario italiano).
A scanso di ogni equivoco, va detto che, pur essendoci delle reali e qualificanti variazioni nel testo dell'annunciato nuovo decreto-legge, rispetto all'assetto della precedente (bocciata) mediaconciliazione, permane più di un dubbio sulla legittimità di tale operazione di restyling e (soprattutto!) sulla effettiva conformità alle regole che disciplinano l'istituto a livello comunitario, della scelta di reintrodurre un meccanismo che preveda ancora una volta l'obbligatorietà e l'onerosità (pur se attenuata) dell'istituto.
Le novità rispetto al testo bocciato dalla Consulta sono costituite:
1) dall'esclusione delle liti aventi ad oggetto la responsabilità per danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti (le altre materie, dal condominio alle successioni sono invece confermate);
2) dall'introduzione della mediazione prescritta dal giudice, fuori dei casi di obbligatorietà ex ante e sempre nell'area generale dei diritti disponibili (sulla falsariga di quanto previsto per il processo del lavoro);
3) dall'integrale gratuità della mediazione, anche nel caso del punto precedente, per i soggetti che, nella corrispondente controversia giudiziaria, avrebbero avuto diritto all'ammissione al patrocinio a spese dello Stato;
4) dalla previsione di un incontro preliminare, informativo e di programmazione, in cui le parti, davanti al mediatore, verificano con il professionista se sussistano effettivi spazi per procedere alla mediazione;
5) dalla forfettizzazione e abbattimento dei costi della mediazione, in particolare di quella obbligatoria, attraverso la previsione di un importo contenuto, comprensivo delle spese di avvio, per l'incontro preliminare;
6) dal limite temporale della durata della mediazione in 3 mesi, invece di 4, trascorsi i quali il processo può sempre essere iniziato o proseguito;
7) dalla previsione della necessità che, per divenire titolo esecutivo e per l'iscrizione d'ipoteca giudiziale, l'accordo concluso davanti al mediatore deve essere non solo omologato dal giudice, ma anche sottoscritto dagli avvocati che assistano le parti;
8) dal riconoscimento "di diritto" agli avvocati della qualità di mediatori.

Le altre misure previste dal «decreto del fare» in materia di Giustizia sono:
Giudici Ausiliari: Per abbattere l'arretrato si punta sull'impiego straordinario di risorse aggiuntive a supporto dell'attivita della Corte d'appello: per un periodo di cinque anni saranno impiegati 400 giudici ausiliari, selezionati tramite un concorso per titoli tra magistrati e avvocati dello Stato in pensione, professori e ricercatori universitari, avvocati e notai.
Stage per i giovani: Per aumentare l'efficienza della giustizia civile, viene data la possibilità ai laureati in giurisprudenza più meritevoli di svolgere uno stage di formazione negli uffici giudiziari dei tribunali e delle corti d'appello. Inoltre, 30 magistrati ordinari già in ruolo potranno essere assegnati dal CSM alle sezioni civili della Cassazione.
Concordato Preventivo: Per impedire condotte abusive dello strumento del concordato preventivo, l'impresa non potrà più limitarsi alla semplice domanda iniziale in bianco, ma dovrà depositare, a fini di verifica, l'elenco dei suoi creditori e dei debiti. Il tribunale potrà nominare un commissario che controllerà se l'impresa si sta attivando per predisporre una proposta di pagamento ai creditori.
Decreti Ingiuntivi: Nei giudizi di opposizione ai decreti ingiuntivi, quando il convenuto in opposizione chiede di anticipare l'udienza, il giudice deve fissarla entra trenta giorni rispetto alla scadenza del termine minimo a comparire. Il giudice deve provvedere alla prima udienza sull'istanza di concessione della provvisoria efficacia del decreto ingiuntivo.
Delega al Notaio: Per ridurre i tempi di definizione dei processi di divisione di beni in comproprietà, e per agevolare la circolazione degli immobili sul mercato, viene introdotta la delega delle operazioni di divisione a un notaio nominato dal giudice, quando ci sia di accordo tra i comproprietari sulla necessità di suddividere il bene.
Foro delle Imprese estere: Per incentivare gli investimenti stranieri in Italia, le cause che coinvolgono gli investitori esteri che non hanno una sede in Italia vengono concentrate sui tribunali e sulle Corti d'appello di Milano, Roma e Napoli, che dovrebbero consentire una maggiore prevedibilità delle decisioni e dei minori costi logicistici.
Sentenza Breve: Viene modificato l'articolo 118 delle disposizioni di attuazione del c.p.c., stabilendo che la motivazione della sentenza civile deve consistere nella «concisa esposizione dei fatti decisivi e dei principi di diritto rilevanti», anche attraverso il riferimento esclusivo a precedenti conformi ed il rinvio a specifici contenuti degli atti difensivi o comunque di causa.

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