La bozza del DM elaborato dal Ministero della Giustizia con i nuovi criteri per il compenso dei professionisti

  venerdì 22 giugno 2012 - 17:17:55 | Eurolegal.it

E’ stata diffusa la bozza del D.M. relativo ai parametri di cui all'art.9 del D.L. 1/2012 (al momento in attesa di approvazione da parte del Consiglio di Stato).
Molte le novità per gli avvocati: i compensi saranno liquidati per fasi con un incentivo del 25% se il procedimento si concluderà con la conciliazione; al contrario, in caso di inammissibilità o di improcedibilità della domanda o, ancora, di dichiarazione di manifesta infondatezza nel merito la parcella sarà ridotta del 50%. Si introduce quindi un collegamento tra la parcella e il risultato del giudizio, responsabilizzando gli avvocati ad evitare l’inizio di cause manifestamente infondate o la resistenza ingiustificata e dilatoria, e premiando chi farà ricorso alla conciliazione. Nelle controversie di lavoro il cui valore non supera 1.000 euro, il compenso sarà ridotto di regola fino alla metà.
Gli avvocati si vedranno remunerati per cinque fasi nei giudizi civili, amministrativi e tributari:
- studio della controversia;
- introduzione del procedimento;
- fase istruttoria;
- fase decisoria;
- fase esecutiva.
Il provvedimento è composto da 6 capi (di cui 4 specifici per gli avvocati, i dottori commercialisti, i notai e le professioni dell'area tecnica) e 42 articoli.

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La PEC diventa l’alternativa alla elezione di domicilio fuori distretto

  venerdì 22 giugno 2012 - 09:51:59 | Eurolegal.it

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n.10143 del 20 giugno 2012.
Con l’introduzione della PEC nel processo civile si era imposto ai difensori l'indicazione di tale nuovo strumento comunicativo nel primo scritto difensivo di costituzione in giudizio. Lo scopo era quello di facilitare le notifiche alle parti con risparmio anche di costi per l'intero sistema-Giustizia. Ma se le intenzioni erano dichiaratamente chiare, meno lo era il coordinamento delle nuove norme con le vetuste disposizioni processuali di riferimento (in particolare con l'art. 82 del R.D. n.37/1934).
Sull'apparente contrasto le Sezioni Unite, con la richiamata sentenza n.10143/2012, hanno stabilito il seguente principio di diritto:
“L’art. 82 r.d. n. 37 del 1934 - che prevede che gli avvocati, i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, devono all’atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso, e che in mancanza della elezione di domicilio, questo si intende eletto presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria - trova applicazione in ogni caso di esercizio dell’attività forense fuori dalla circoscrizione cui l’avvocato è assegnato per essere iscritto al relativo ordine professionale del circondario e quindi anche nel caso in cui il giudizio sia in corso innanzi alla corte d’appello e l’avvocato risulti essere iscritto ad un ordine professionale di un tribunale diverso da quello nella cui circoscrizione ricade la sede della corte d’appello, ancorché appartenente allo stesso distretto della medesima corte d’appello.
Tuttavia, dopo l’entrata in vigore delle modifiche degli artt. 366 e 125 c.p.c., apportate rispettivamente dall’art. 25, comma 1, lett. a) quest’ultimo modificativo a sua volta dell’art. 2, comma 35-ter, lett. a), d.l. 13 agosto 2011, n. 138, conv. in l. 14 settembre 2011, n. 148, e nel mutato contesto normativo che prevede ora in generale l’obbligo per il difensore di indicare, negli atti di parte, l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine, si ha che dalla mancata osservanza dell’onere di elezione di domicilio di cui all’art. 82 per gli avvocati che esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati consegue la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria innanzi alla quale il giudizio è in corso il giudizio solo se il difensore, non adempiendo all’obbligo prescritto dall’art. 125 c.p.c., non abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine“.

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Il procedimento dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo

  lunedì 18 giugno 2012 - 12:15:37 | Eurolegal.it

Barbara Randazzo in un esauriente saggio di 40 pagine dal titolo "IL GIUDIZIO DINANZI ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI: UN NUOVO PROCESSO COSTITUZIONALE", pubblicato sul n.4/2011 della Rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti, spiega l'intero iter procedurale dei ricorsi presentati alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
Di seguito il sommario del saggio:
Premessa. - 1. La competenza della Corte di Strasburgo. - 2. La “compatibilità” con la Convenzione come condizione di ricevibilità ai sensi dell’art. 35 CEDU: la competenza ratione materiae. - 2.1. La competenza ratione loci e ratione temporis. - 2.2. La competenza ratione personae. - 2.3. Competenza della Corte EDU e diritto europeo (comunitario) in attesa dell’adesione alla CEDU dell’Unione europea. - 3. Le altre condizioni di ricevibilità: il previo esaurimento dei rimedi interni e la sussidiarietà della tutela dinanzi alla Corte di Strasburgo. – 3.1. Una nuova condizione di ricevibilità: l’assenza di un “pregiudizio importante”. 4. I provvedimenti cautelari (e i criteri di priorità per l’esame dei ricorsi). - 5. Come decide la Corte dei diritti: il contraddittorio (monco), la tipologia e la struttura delle pronunce. – 5.1. La motivazione e l’opinione dissenziente. - 5.2. I canoni ermeneutici adottati. - 5.3. Il cd. “margine di apprezzamento”. - 6. La portata e gli effetti delle pronunce di “condanna”. - 6.1. La “procedura di sentenza pilota” e la funzione oggettiva del giudizio. - 7. La Corte europea come giurisdizione costituzionale sovranazionale europea. - 8. A margine: la non “alternatività” tra il ricorso diretto interno e quello internazionale.

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L’avvocato del futuro

  domenica 17 giugno 2012 - 08:42:52 | Eurolegal.it

Una delle sfide che il ceto professionale forense deve raccogliere con consapevolezza e determinazione è quella di rendersi conto del fatto di operare in una dimensione europea.
(cit. Dario Poto da "Alcune riflessioni sull’identità dell’avvocato del futuro")

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Approvate dal CdM le linee guida per la riforma degli Ordini professionali

  sabato 16 giugno 2012 - 08:45:46 | Eurolegal.it

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri in via preliminare uno schema di regolamento di attuazione dei principi dettati dall’articolo 3, comma 5, del Decreto Legge n. 138 del 2011 in materia di professioni regolamentate.
E' stata diramata anche la Relazione illustrativa.
Il DPR dovrebbe riguardare tutte le professioni ordinistiche, con esclusione, in particolare, delle professioni sanitarie (in considerazione della specificità della materia).
Lo schema di decreto contiene misure volte a garantire l’effettivo svolgimento dell’attività formativa durante il tirocinio e il suo adeguamento costante all’esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione e quindi l’interesse dell’utenza.
È prevista l’obbligatorietà della formazione continua. La violazione di questi obblighi è sanzionata disciplinarmente. È stabilita inoltre l’obbligatorietà dell’assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, della quale deve essere data notizia al cliente.
La funzione disciplinare è affidata ad organi diversi da quelli aventi funzioni amministrative; allo scopo è prevista l’incompatibilità della carica di consigliere dell’Ordine territoriale o di consigliere nazionale con quella di membro dei consigli di disciplina territoriali e nazionali corrispondenti.
La pubblicità informativa è consentita con ogni mezzo e può anche avere ad oggetto, oltre all’attività professionale esercitata, i titoli e le specializzazioni del professionista, l’organizzazione dello studio ed i compensi praticati.
Con l’entrata in vigore del decreto in esame saranno abrogate tutte le norme incompatibili con quelle introdotte dal predetto. Successivamente, il Governo, entro il 31 dicembre 2012, provvederà a raccogliere le disposizioni aventi forza di legge che non risultano abrogate per effetto dell’articolo 3, comma 5 bis, del citato Decreto Legge.

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